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1. Animali e robot
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Questo pomeriggio Lorenzo deve fare un compito per la scuola. Deve fare una lista di 10 cose vive e una di 10 cose che non sono vive. Ci ha pensato su due minuti, e poi ha scritto nella prima colonna: un albero, un ragno, una farfalla, un pesce, e nella seconda: un albero morto, un ragno morto…
La zia Ada, passando dietro di lui mentre va a prendere un altro gomitolo per il suo lavoro a maglia, dà un’occhiata al quaderno da sopra la sua spalla.
Zia Ada – Credo che la maestra intendesse un’altra cosa. Nella seconda colonna dovresti metterci cose che non sono mai state vive, tipo un sasso, un fiume, un mattone, una forchetta.
Lorenzo – Perché? Abbiamo fatto altri esercizi come questo, e la maestra ci ha fatto scrivere liste di cose che sono una il contrario dell’altra. L’ultima era sugli aggettivi: vero-falso, giovane-vecchio e così via.
Zia Ada – Però morto non è il contrario di vivo!
Lorenzo – Ma che dici?
Zia Ada – Solo le cose vive muoiono. Il contrario di «vivo» è «non vivo», e una cosa non viva non può neppure morire.
Che cosa è vivo?
Questa affermazione scatena una raffica di domande da parte di Lorenzo:
Lorenzo – Ma che significa essere vivo? Da dove vengono gli esseri viventi? E come si fa a distinguere una cosa viva da una che non lo è? Ecco io vorrei sapere cos’è che ci fa essere diversi dagli animali e cos’è che distingue gli animali dalle cose che non sono vive.
Zia Ada – Piano, piano! Una domanda per volta! Partiamo dagli animali. Secondo te in che cosa siamo diversi dagli altri animali?
Lorenzo – Beh, noi siamo molto più furbi! Però anche loro si muovono, mangiano, fanno pipì… Ecco forse non sono capaci di pensare come noi.