Le più riuscite vignette satiriche pubblicate da Nico Pillinini, comprese molte inedite. Uno spaccato di questi ultimi due anni di malcostume, filtrato attraverso la lente satirica.
L'opera
L’appuntamento con la saga Berlusconi si era interrotto con la pubblicazione de Il Giulivo, sotto la Presidenza del Consiglio di Romano Prodi (2007). Ma riprende alla grande e giunge così al quarto incontro con i lettori: dopo Burlesconi (2003), Bandana Republic (2004) ed Ecce Gnomo (2006), tutti pubblicati per i nostri tipi, ecco l’ultima raccolta di vignette di Nico Pillinini: Supernan. Come sempre la sua matita dalla punta affilata continua a graffiare chi detiene il potere e lo gestisce per sistemare le proprie faccende. Fatti, notizie e personaggi sono «vivisezionati» dalla sua matita che affonda come un bisturi nelle piaghe infette della nostra società. Il terremoto in Abruzzo, il G8, ma anche e soprattutto Bari, l’epicentro dello scandalo delle escort e della droga. L’autore è tornato a rivedere con le sue vignette il mondo in «bianco e nero», come le riprese dello sbarco sulla Luna quarant’anni fa: «Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità» disse Armstrong. Ma non aveva fatto i conti con Supernan.
I lettori
Le vignette di Pillinini, inconfondibili per la satira pungente e irriverente, la vena caricaturale e il loro «macchiettismo», si rivolgono a un pubblico molto ampio.
Nico Pillinini
Nico Pillinini, corrosivo cartoonist politico, disegna da sempre. Dopo essersi diplomato al Liceo Artistico e aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bari, ha lavorato in un atelier di restauri, mentre continuava a dipingere, ad esporre e vendere quadri nelle gallerie d’arte, ricevendo premi e riconoscimenti. Dal 1979 al 1983 collabora con il «Quotidiano» di Taranto, Lecce e Brindisi. Dal 1980 realizza le vignette per il Satyricon de «La Repubblica», sotto la direzione di Forattini prima e Bucchi dopo, insieme a Vauro, Altan, Ellekappa, Disegni, Vincino e altri. Dal 1983 è redattore de «La Gazzetta del Mezzogiorno» e ha un suo blog (www.nicopillinini.blogspot.com). Ha collaborato, tra gli altri, con Gong de «La Gazzetta dello sport», «Sportsud», Tango ed Emme de «L’Unità», «Corriere dello sport», il settimanale «Oggi».
Ha ricevuto il premio «Satira politica disegnata», Forte dei Marmi 2009.
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Indice
Il basilisco Nico di Franco A. Calotti e Cinzia Bibolotti - La vignetta agli schiaffoni di Onofrio Pirrotta - Supernan
Leggi un brano
La vignetta agli schiaffoni
Accanto al suo avatar – un bell’autoritratto – con il quale si
mostra ed è conosciuto nel mondo virtuale, Nico Pillinini ha scelto
una citazione di Che Guevara: «Ogni vero uomo deve sentire sulla
propria guancia lo schiaffo dato a qualunque altro uomo». Conoscendolo
da oltre vent’anni, penso che Nico creda davvero a questa
massima guevariana dal sapore quasi evangelico. Tuttavia
sono altrettanto certo che almeno per un uomo essa non vale: Silvio
Berlusconi. Eh sì, perché le vignette che Pillinini gli dedica
sono veri e propri schiaffi, qualche volta pure schiaffoni. E se
Nico li sentisse anche sulla sua guancia sarebbero dolori…
Tutto ha inizio – potete vederlo a pagina 33 di questo libro – l’8
maggio del 2008, quando la satira, che fino a quella data aveva vivacchiato,
«ringrazia perché Silvio ha vinto le elezioni». Come si
fa a dargli torto, al Pillinini vignettista e maestro di satira? Anche il
più acceso berlusconiano non potrà negare che nessun uomo politico
italiano dal dopoguerra ad oggi abbia dato più materiale di lui
alla satira. Alcuni pensano che se lo studi a tavolino, la mattina subito
dopo la colazione, il Berlusca: che faccio oggi per far scatenare
le matite di Pillinini, Vauro, Giannelli, ecc.? Vero o no, sta di fatto
che il nostro vignettista non gliene lascia passare una. E giù schiaffi.
A che serve Brunetta nel governo, caricaturato magistralmente accanto
a un Silvio che lo supera per un paio di dita? «A far sembrare
più alto Berlusconi». Schiaffettino d’assaggio, vero Nico?
Nell’arte della caricatura, Pillinini è davvero bravo. Intanto il
nostro Premier è rappresentato esattamente come lo vedono e lo
sentono i suoi numerosi detrattori, che saranno una minoranza,
certo, ma sempre di milioni di elettori si tratta: basso, calvo, sempre
in doppiopetto e con cravatta a pallini, con un gran nasone e
con una grande bocca atteggiata a un ghigno odioso, che qualche
volta vira al sorriso, qualche altra all’ira. In una delle migliori vignette
di questa raccolta, il ghigno del Cavaliere è enorme: fa pensare
al gatto del Cheshire di Alice nel paese delle meraviglie di
Walt Disney. È in piedi su un cumulo di rovine all’Aquila, dopo
il terribile terremoto. E Nico commenta: «Catastrofe su catastrofe».
E questo è uno schiaffone.
Ma l’arte del nostro vignettista si può apprezzare anche con le
caricature agli altri personaggi. Bellissima quella di Veronica Lario,
che lascia la villa «di hardcore». Il ghigno incazzato del marito la
accompagna mentre si allontana. Ma la vignetta perfetta, per la
maestria profusa nelle quattro caricature – Napolitano, Schifani,
Fini e Berlusca – è quella dedicata all’approvazione del lodo Alfano.
Tutti stanno in piedi, tranne il Premier che è salito su una
sedia. Commenta Nico: «Immunità per le tre più alte cariche, PIÙ
UNA RIALZATA!». Mentre la vignetta in cui il nostro disegnatore assesta
un terribile schiaffone da fargli girare la testa è quella dedicata
alle escort ospitate dal Premier nella sua villa in Sardegna. Si vede
Berlusconi attorniato da quattro bodyguard e il titolo è: «Le guardie
del porco». Così, diretto, senza mezzi termini.
Bravissimo è pure il nostro Pillinini nei giochi di parole simili
a quest’ultimo corpo / porco. Nelle tante vignette senza Berlusconi,
ce n’è un florilegio. Tutte assai belle e pungenti, alcune
anche al vetriolo. Ma niente schiaffi: quelli sono esclusivo appannaggio
del nostro Presidente del Consiglio. Bellissima è quella
in cui celebra l’elezione di Obama a presidente Usa. Il suo magnifico
profilo viene scolpito da Pillinini a fianco degli altri presidenti
nel monte Rushmore, battezzato per l’occasione RushMORO. Il predecessore
Bush viene invece «pupazzettato» in mutande in occasione
del crollo di Wall Street che Pillinini ribattezza Wall Slip.
Mentre i sacerdoti che adescano bambini vengono chamati «pretofili».
Ce n’è anche per il povero Prodi, in occasione della caduta
del suo governo. Rappresentato come un pugile al tappeto, la
lingua di fuori, dice: «Speravo in un pugno di voti, invece è arrivato
solo il pugno». A Veltroni, infine, concludendo questa breve
rassegna – a voi lettori il piacere di leggere le altre duecento –
Pillinini dedica una vignetta da Oscar. Il titolo è WALTERLOO, e lui
è mirabilmente pupazzettato in divisa da dragone della guardia
imperiale napoleonica mentre lascia il campo di battaglia, definitivamente
sconfitto.
Dino Aloi, che ha prefato la raccolta di vignette edita dalla Dedalo
nel 2006, si stupisce per la continuità con la quale Nico riesce
a sfornare una vignetta al giorno, nessuna delle quali banale, «nonostante
la banalità della politica e dei suoi personaggi». Sottoscrivo
e aggiungo: sono anni che Nico disegna vignette che spesso
valgono più di un articolo di fondo, che schizzano vetriolo, che sfottono
cogliendo il lato comico dei personaggi presi di mira, che mettono
alla berlina i loro difetti e le loro magagne. Ventisei anni,
pensate, senza mai un momento di stanchezza. Ogni anno Pillinini
non solo non perde neanche un grammo della sua verve, della sua
ironia, della sua grande arte caricaturale, ma li arricchisce sempre
con qualcosa. Quest’anno ha inventato la vignetta agli schiaffoni.
Grazie Nico.
Onofrio Pirrotta
giornalista
Recensioni
Di seguito alcune tra le più interessanti recensioni al volume.