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Prefazione
di Gerard ’t Hooft
Nessun eroe intellettuale è stato in grado di stimolare la nostra immaginazione quanto Albert Einstein con la scoperta della relatività ristretta e della relatività generale. Queste meravigliose costruzioni frutto della mente umana, non affascinano solo i fisici, ma anche i giovani studenti e il grande pubblico. La genialità delle idee di Einstein era proverbiale già ai suoi tempi. A tal punto che un giorno egli stesso, scherzando, disse: «Non sono mica Einstein…!». Una conseguenza di questo fenomeno è che oggi i fisici ricevono un gran numero di lettere da gente che pensa di aver messo nel sacco Einstein «migliorando» o «confutando» le sue teorie.
La scienza, però, progredisce in un altro modo. Le teorie non vengono sostituite, ma utilizzate come punto di partenza per nuovi sviluppi. Un altro elemento chiave della scienza è la tendenza a rendere le cose più semplici. Ciò che un tempo sembrava complicato oggi è semplice e immediato, e una cosa del genere è capitata anche alla relatività ristretta. In un certo senso, è solo geometria. Per fare un paragone, la geometria euclidea, con i suoi triangoli, le sfere e i coni, è abbastanza semplice da visualizzare, a tal punto che la si può insegnare alle scuole superiori. La relatività ristretta non è altro che la geometria dello spazio e del tempo. Basta aggiungere degli orologi alla geometria euclidea ed è fatta! Beh, non esattamente – nei raggi luminosi c’è qualcosa di curioso che dà alla geometria dello spazio-tempo un carattere controintuitivo, e per farcene un’idea abbiamo bisogno di un po’ di allenamento.
Molte opere divulgative trattano la relatività ristretta servendosi delle parole più che dei diagrammi o delle formule. Si potrebbe credere che ciò semplifichi le cose: per le persone che non hanno dimestichezza con la matematica e la geometria un testo dovrebbe essere più comprensibile di un’equazione. Tuttavia non è detto che le cose stiano proprio così. Se si nascondono i diagrammi e le equazioni, parlare della relatività diventa più difficile. Perciò Sander Bais ha avuto l’eccellente idea di rivolgersi ai profani, al grande pubblico, ai giovani studenti, senza aver paura di servirsi di diagrammi geometrici. Il risultato è questo magnifico libretto. Una volta capito come leggere i diagrammi, ogni dettaglio della relatività ristretta diventa meravigliosamente.