L'opera
Secondo un ricorrente adagio la storia è finita; chi propugna questa tesi, vede nell'accelerarsi degli eventi, nel contrarsi delle epoche come spazi unitari di senso e nel prevalere della dimensione della simultaneità sulla sequenzialità, altrettanti argomenti a favore di essa. Alla fine del mondo storico, si accompagna inesorabilmente la fine dell'uomo come centro di imputazione di scelte e come donatore di senso, le azioni dei singoli non veicolando più alcuna sintesi o incarnando alcun universale, ma riducendosi a puro medium di un operare sistemico anonimo e reticolare. Anche il fondamento della democrazia muta; non è più l'autonoma determinazione dell'individuo singolo, ma una tecnica di controllo delle decisioni politiche che il sistema adotta in connessione con la radicale positivizzazione del diritto. Nulla è deciso definitivamente, ma tutto può essere deciso dentro gli schemi procedurali predisposti per controllare il disordine del conflitto. Le tesi di questo volume, che pure illustra i profondi cambiamenti avvenuti, provano, da prospettive diverse, a problematizzare questi esiti e a fornire punti di vista adeguati a interpretrare il significato dell'epoca presente.
I lettori
Studiosi e chiunque si interessi di diritto, politica, storia e attualità.