L'opera
Dobbiamo permettere alle ragazze islamiche di venire nelle scuole pubbliche e laiche indossando il velo? Partendo da questa domanda - che ha innescato un vasto dibattito in Francia - l'autore innesca una riflessione inedita sui paradossi e i limiti dell'universalismo liberale. La trasformazione dell'Italia in paese multietnico e la globalizzazione - anche culturale - ripropongono in termini drammatici la questione delle differenze tra culture e tra gli esseri umani. Molti paventano che la mescolanza crescente di etnie e culture porti ad un'entropia generalizzata, e quindi allo spegnersi del motore del progresso. In questo quadro storico drammatico, l'autore ripercorre il grande dibattito filosofico, politico, scientifico, sociologico tra relativismo e universalismo, ripensando in modo nuovo la questione della tolleranza delle culture e degli individui «altri». Dai cannibali d'America descritti da Montaigne fino alle tesi dei filosofi Kuhn e Feyerabend sull'incommensurabilitą tra teorie scientifiche, dal modo di concepire la pederastia nell'antica Grecia fino al dibattito pił attuale all'interno delle neuroscienze, le tesi relativiste vengono finemente analizzate e messe a confronto con gli argomenti universalisti. Il volume spazia dalla filosofia alla biologia, dall'antropologia culturale alla storia dell'arte, ma sempre in un linguaggio limpido, non privo di humour, e senza perdere di vista la scottante attualitą. Esso mostra come la questione della differenza tra esseri umani, e quindi dei loro modi di convivenza, si ponga in qualsiasi ambito della moderna riflessione sull'essere umano.
I lettori
Filosofi, storici, sociologi, epistemologi, storici della scienza e della cultura, antropologi, linguisti.