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Introduzione
Tutti gli uomini di un certo valore che hanno fatto qualcosa di eccellente, o che possa assomigliare all’eccellenza, dovrebbero, se sono sinceri e onesti, raccontare la loro vita di loro stesso pugno; ma non è un’impresa da tentare prima dei quarant’anni. Venendomi in mente questo, ora che ho superato i cinquantotto anni e che mi trovo a Firenze, mia città natale...
Eh no! C’è qualcosa che non va. Oggi compio sessantacinque anni e non sono certo nato a Firenze.
Ah, ho capito. Sto solo parafrasando l’incipit dell’autobiografia di Benvenuto Cellini.
Ad ogni modo, è un incipit bellissimo e si adatta perfettamente a qualsiasi autobiografia, dunque perché non usarlo nella mia? A dire il vero, questo libro non è propriamente un’autobiografia convenzionale. È più un insieme di storielle, tutte su di me, e tutte rigorosamente vere. Però ho deciso di includere
solo quelle che trovavo interessanti da scrivere e che quindi, penso, i lettori troveranno interessanti da leggere. Così, questa esposizione non è completa né uniforme. Numerosi eventi e periodi della mia vita che potrebbero essere di «notevole importanza biografica» sono stati tralasciati semplicemente perché mi sarei annoiato a raccontarli, molte omissioni sono dovute a motivi strettamente personali, dove «personali» significa riguardanti me o altre persone, e circa un decimo dell’un per cento è stato omesso perché si riferisce a materiale «top secret».
Quindi il contenuto del libro è costituito per lo più da storie che racconterei a un gruppetto di amici davanti a un fuoco scoppiettante dopo una buona cena, storie che mi piace raccontare e che spero che il mio uditorio ascolterà volentieri.
Per quanto riguarda il titolo del libro, si riferisce al continuo spazio-temporale relativistico a quattro dimensioni, dove tutto ciò che accade in un luogo in un istante è rappresentato da un punto. La successione di questi punti (o eventi) forma una linea di Universo.
4 marzo 1968
Boulder, Colorado
G.G.